Il corporate planner, la nuova figura chiave per le Pmi

Chi è il corporate planner? Il corporate planner è la nuova figura chiave per le Pmi e nasce come conseguenza della crescente tecnologia nei processi aziendali: è chiaramente uno strumento prezioso e sempre più imprescindibile per le imprese ma è anche articolato e complesso, in costante evoluzione.

Perchè

Per padroneggiare la tecnologia è importante avere le adeguate capacità di coordinamento, soprattutto il top management: in questo modo è possibile ottenere le migliori performances adattando lo strumento alle diverse necessità aziendali, senza perdere di vista gli eventuali progressi normativi.

Stiamo parlando di soluzioni tecnologiche che si differenziano dai tradizionali software poiché si basano sui più avanzati algoritmi di calcolo, sull’impiego dell’intelligenza artificiale, degli analytics, sulla capacità di ottenere risposte real time da sottoporre al management dell’azienda: qualcosa di ben più complesso da gestire rispetto alla tecnologia a cui eravamo abituati fino a poco fa.

Le funzioni

La funzione che ha il corporate planner, la nuova figura chiave per le Pmi dovrà dunque affiancare l’imprenditore non nella consulenza aziendale, ma nell’analisi dei dati, cioè la tecnologia fatta di intelligenza artificiale, compliance, IoT. Questo perché oggigiorno la tecnologia sta espandendosi anche a settori tradizionalmente non tecnologici, come gli assetti organizzativi, il rischio, le normative: è importante saperli tradurre in chiave data driven per rimanere al passo con i tempi e con le necessità del mercato. Essere organizzati digitalmente sta diventando una prerogativa per i manager ma non è sempre detto che essi stessi siano nelle condizioni ideali per potersi accollare il progetto: ecco il bond  con il corporate planner.

D’altronde la tecnologia è fatta di mix preferibili ad altri, esistono tecnologie con più forti caratteristiche di complementarietà tra macchine e lavoratori e altre che hanno prevalenti caratteristiche di sostituzione di lavoratori con macchine; ma ci sono anche utilizzi dei dati attraverso l’intelligenza artificiale che, più coerenti ai criteri della sostenibilità, possono condurre l’imprenditore a disporre di quadri strategici chiari e definiti, laddove la capacità del digitale si dimostra come l’unica leva per interpretare l’impresa del futuro.

L’Italia

L’Italia, come tutti i principali Paesi del mondo, sta forse subendo queste radicali trasformazioni e non tutti i territori stanno rispondendo allo stesso modo alla sfida tecnologica. Come richiede la presente fase storica, il sistema economico cercherà, di governare i processi di cambiamento “tecnologico-culturale” in atto per raggiungere l’obiettivo di una nuova sostenibilità lavorativa e produttiva, in grado di essere strettamente interconnessa e integrata con le richieste del mercato, ma capace di leggere e garantire i diritti e le tutele dei lavoratori e dei professionisti dell’economia 4.0.

È evidente, quindi, che il mercato avrà sempre più bisogno di professionisti che si trasformino in un vero e proprio motore per alimentare tutte le attività imprenditoriali a elevato impatto nel percorso di transizione tecnologica.